In questi giorni in molti, hanno potuto leggere il resoconto che i sindacati hanno fatto dell’incontro avuto con l’azienda il 30 settembre.
Per chi ha prestato un po’ di attenzione su quanto scrivevano già l’anno scorso, sarà facile notare come ci propinano le stesse fregnacce, di sempre, non solo rivendicando tutto quanto fin qui fatto, ma continuando a riproporre lo schema che proponevano già dopo un paio di mesi all’indomani del 3 giugno 2024.
All’epoca addirittura alcune DOIT anche firmatarie rivendicavano l’apertura di procedure di raffreddamento per poter illudere i lavoratori che i loro sindacati comunque avrebbero risolto i problemi che questa riorganizzazione ha generato.
Eccoci invece qui a dover registrare che non solo nulla è cambiato, ma non hanno fatto nemmeno lo sforzo di provare a cambiare il linguaggio per sembrare più credibili.
La cosa che più balza all’occhio è come sia evidente la distanza tra quello su cui fingono di interrogarsi e quello che i lavoratori stanno subendo.

Qualcuno ha notato, leggendo quel resoconto come mai non hanno chiesto all’azienda quanti erano i lavoratori che si sono licenziati?
Ignorare quel dato come se fosse fisiologico, la dice lunga su chi siano quelli che pretendono di decidere per noi.
Nessun ripensamento quindi, neanche i tanti danni prodotti sono serviti a questi signori per cambiare passo. Intanto, l’azienda anche avendo grosse difficoltà, sta paradossalmente beneficiando dei molti lavoratori che, nel tentativo di attenuare l’impatto di questa riorganizzazione, si stanno prestando ad assecondare le richieste aziendali, senza rendersi conto, a nostro avviso, che questo finisce prima di tutto per danneggiare i lavoratori stessi. Se a questo aggiungiamo quanto incidano le intimidazioni ed un uso sempre più spregiudicato dello strumento sanzionatorio, abbiamo chiaro non solo quale sia il contesto, ma anche il livello di complicità delle OOSS, che avendo superato la paura delle disdette dello scorso anno, si stanno riaffacciando tentando di offrire iniziative che possano legare i lavoratori a quelle sigle. Niente di nuovo, ma serve ad arrivare a gennaio indenni, per poi avere un altro anno per poterci far capitolare senza pagarne il prezzo.
Che il 30 settembre non ci avrebbe portato niente di buono era abbastanza evidente, per questo abbiamo indetto uno sciopero per l’intera prestazione del 21 ottobre 2025, che sarà il giorno in cui OOSS e azienda si incontreranno di nuovo per “verificare il nuovo modello manutentivo definito con l’accordo del 10 gennaio” o per meglio dire, trovare il modo per rovinarci definitivamente la vita.
Questo rende evidente che sarebbe un’ottima occasione per far sentire la nostra voce prima che firmino di nuovo, un accordo a perdere.
Quello che vorremmo proporvi è andare sotto il palazzo di RFI a Villa Patrizi a ricordare che quei sindacati non hanno il mandato per rovinarci la vita.
Forse è vero che non siamo abituati a manifestare anche se in alcune occasioni lo abbiamo fatto e bene, ma questa è una opportunità irripetibile, che per il nostro futuro dovremmo saper cogliere.
Giovedì 16 ottobre faremo un’assemblea per organizzare l’eventuale iniziativa per lo sciopero del 21.
Ovviamente la mancata partecipazione ad una iniziativa del genere verrebbe sfruttata da azienda e firmatari, per tirare un grande sospiro di sollievo e sentirsi meno a rischio nelle scelte che vorranno imporci.

Se loro ribadiscono con forza la validità dell’accordo nazionale che hanno firmato…

NOI RIBADIAMO CON MAGGIORE FORZA CHE NON VOGLIAMO PIU’ CHE GIOCHINO CON LE NOSTRE VITE!

CASCHI GIALLI, FACCIAMOCI SENTIRE!!!

ASSEMBLEA NAZIONALE LAVORATORI MANUTENZIONE

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