La sentenza definitiva della Cassazione sulla strage di Viareggio scrive una pagina storica per la sicurezza e la giustizia nel nostro Paese. Il bilancio di questa vicenda lascia punti fermi.
La responsabilità penale dei vertici
La sicurezza non è un costo negoziabile, né può essere subordinata al profitto o a carenze manutentive. Chi guida la mobilità risponde in prima persona della vita di lavoratori e passeggeri.
Resta l’amarezza per i 17 anni trascorsi prima del verdetto e per il ricalcolo al ribasso delle attenuanti. Un tempo che ha visto cadere in prescrizione reati gravissimi, ferendo così lo Stato di diritto.
Se oggi il disastro ferroviario colposo è stato accertato e punito, il merito è interamente delle associazioni dei familiari delle vittime “IL MONDO CHE VORREI“.
A loro va il nostro più profondo plauso e ringraziamento. Con una dignità e una fermezza esemplari, non hanno mai smesso di lottare contro il tempo e le paludi della burocrazia trasformando il loro immenso dolore in una battaglia di civiltà per tutti noi. Questa vittoria della giustizia è, prima di tutto, la loro vittoria.
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