A CHI CI VUOLE RASSEGNATI E PRETENDE DI IMPORCI UNA VITA IN CUI CI È CONCESSO DI DIRE SOLO SÌ, RISPONDIAMO A TONO E VOTIAMO NO!!!

ALLA FINE È ARRIVATO IL MOMENTO, FIT CISL E ORSA TENTANO IL COLPO DI MANO PER GARANTIRE UN ACCORDO AD RFI, FILT CGIL E UIL TRASPORTI ORGANIZZANO UN REFERENDUM E CI ASPETTIAMO ESPRIMANO LA LORO POSIZIONE IN MERITO. MA UNA COSA È CERTA: OCCORRE PARTECIPARE E RESPINGERE AL MITTENTE QUESTO TENTATIVO E PER FARLO BASTA FARE UNA SOLA COSA: VOTARE NO

Quello che sta attraversando la discussione nella DOIT di Bologna in questi giorni, segna inequivocabilmente il tentativo di RFI, con il sostegno tutt’altro che velato di FIT CISL e ORSA, di sancire la resa dei manutentori di DOIT Bologna, ribadendo durante l’incontro del 6 giugno quali fossero le condizioni della resa.

Un teatrino imbarazzante che non ha lasciato spazio ad equivoci, i segnali sono stati chiari per chi ha voluto coglierli; mutismo e rassegnazione, tutti proni ai voleri aziendali,come fosse l’ unica speranza di sopravvivenza.

Ora, che possa essere la posizione aziendale ci sta, ma che gli oracoli di questa missiva fossero la FIT CISL e l’ORSA è a dir poco imbarazzante, anche se dobbiamo dire che era del tutto prevedibile.

Assistere alle assemblee ed ascoltare così tante menzogne nel rappresentare quanto buona e disponibile sarebbe l’azienda preoccupata solo a fare un accordo per migliorarci la vita, commenta da sola le posizioni.

Ci hanno detto con un certo entusiasmo che il 10 gennaio c’è e non si torna indietro e quindi dobbiamo rassegnarci a subirlo sperando nella benevolenza aziendale.

Eppure il peso delle condizioni di lavoro, l’aumento dei rischi e le prospettive di un azienda che si è disposta in modalità autodistruttiva, continuano a non generare dubbi in chi oggi vuole un accordo che rispecchi i desiderata aziendali, perché lo ripetiamo, l’accordo ad oggi può essere solo alle condizioni che detta l’azienda.

Mentre Catalano (direttore DOIT Bologna) rigettava buona parte dei punti inclusi nella proposta sindacale, nello stesso tempo dichiarava in maniera molto determinata che sarebbe andato ben oltre nell’utilizzo di tutti quegli strumenti che ci stanno rendendo la vita impossibile, trasferte infinite, reperibilità nell’unità manutentiva, sparizione della sede di squadra, e così via.

Perché quello che sta accadendo non prevede attenuazioni, l’obiettivo aziendale è quello di far passare il principio che tutti siamo in balia delle onde, senza diritti o punti di riferimento e dovremmo affidarci al solo buon cuore del CUM di turno o della magnanimità dell’azienda che celebra così la sua affermazione.

Per questo non bisogna far passare l’idea che questo possa accadere con il consenso dei lavoratori.

Chi lavora nelle DOIT firmatarie sa quanto poco gli accordi vengano rispettati, chi lavora nelle DOIT firmatarie sa quanto instabile sia il rispetto del turno, chi lavora nelle DOIT firmatarie sa che fa due notti consecutive, abbiamo sentito dire in assemblea dagli oracoli che ciò non accadrà mai. Chi lavora nelle DOIT firmatarie sa che se serve viene mandato anche fuori UM, tutto senza che questo sia previsto necessariamente dall’Accordo, ma soprattutto nelle DOIT firmatarie sanno che stanno facendo anche loro una vita di merda e forse è questo quello che non dovremmo perdere di vista.

La lotta è difficile questo è indubbio, ma non dimentichiamo che chi vuole un accordo a queste condizioni sta nelle stesse OS che ci hanno messo nella merda con l’accordo del 10 gennaio e che rivendica con eguale supponenza come quell’accordo vada subìto senza opporsi. Tocca a noi tutti quindi, impedire che sulla nostra testa passi l’ennesimo peggioramento, perché questo deve essere chiaro a tutti, oggi l’azienda ci impone cose ma lo fa in maniera illegittima, e a questo i lavoratori potrebbero decidersi di opporsi, ma se viene firmato l’accordo l’azienda incasserà la legittimazione politica da parte del sindacato e questo li metterà al riparo da possibili denunce che i lavoratori potrebbero decidere di fare e incasserà anche la riduzione del riposo, perché le 11 ore sono uno dei problemi che ha nel doversi barcamenare in questo disastro.

E diciamocelo, se smettessimo di darle una mano, le difficoltà dell’azienda sarebbero ancora più evidenti e il disastro che stanno producendo verrebbe prima alla luce.

Ci auguriamo che in questo momento gli attori in campo si esprimano, la FILT CGIL e la UILT che hanno organizzato un referendum è bene che diano indicazioni precise sulla loro posizione, FIT CISL ed ORSA si sono espresse. Questo è il momento in cui occorre assumersi le proprie responsabilità.

Detto questo crediamo sia importante che tutti partecipino al referendum e invitiamo tutti a votare no, scavarsi la fossa da soli è una cosa che deve succedere solo nei film.

Alle Segreterie di FILT CGIL e UIL Trasporti di Bologna, chiediamo formalmente di poter partecipare alle operazioni di scrutinio, che si terranno il 7 luglio, e restiamo in attesa di un riscontro in tal senso.

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