Ci siamo, il 6 marzo in Doit Firenze si terrà l’incontro che celebrerà la resa che sindacati ed RSU compiacenti vogliono imporre ai lavoratori, che dovendo pagarne le conseguenze hanno ben capito quale sia la partita in gioco.
Le assemblee blindate, con cui, Filt CGIL in testa, cercano di trovare un appiglio per poter rivendicare un mandato che i lavoratori non gli hanno conferito, sta rasentando livelli surreali, che mortificano in maniera indelebile la posizione in cui vengono messi i lavoratori.
Eppure la funzione distruttiva dell’accordo del 10 gennaio è chiara a tutti, come è chiara l’inaffidabilità di un interlocutore (RFI) che non rispetta nemmeno quanto sottoscrive.
Un accordo che ha come unico scopo quello di rientrare nelle grazie di RFI che soddisferanno al massimo le brame clientelari di quei ”cialtroni” che contano su quello per sopravvivere.
Come avrete notato, siamo ad una stretta che necessita della chiusura dei tavoli territoriali, per poter proseguire in quel processo di smantellamento che OS e Azienda stanno perseguendo in perfetta sintonia dal 10 gennaio 2024.
L’11 marzo toccherà alla Doit di Ancona e lo schema è sempre quello, ignorare la posizione dei lavoratori, inventarsi artifizi per spacciare una scelta imposta di imperio come sostenuta dai lavoratori e fare il colpaccio.
Del resto basterebbe pensare a cosa sia accaduto a Bologna, per capire l’entità della truffa che questi sindacalai e i relativi RSU compiacenti, ci rifileranno.
Per far comprendere meglio cosa intendiamo dire, basta fare un breve bilancio di come stanno andando le cose dopo un mese dalla firma dell’accordo/golpe che è stato imposto ai lavoratori della Doit Bologna.
- Come tutti sanno viene fatto un referendum a cui la maggioranza dei lavoratori interessati
partecipa, e di questi, 2 terzi dicono nettamente no all’accordo. Non avendo apprezzato il
risultato vengono attivate consultazioni più “intime”. Ma anche queste non vanno benissimo
ovunque e quindi ‘ffanculo il parere dei lavoratori firmiamo punto e basta. - La brama di firmare a tutti i costi l’accordo voluto dall’azienda, li porta a non leggere
nemmeno cosa ci fosse scritto, un teatrino imbarazzante che rende quell’accordo, non solo
sottoscrivibile già nel 2024, ma il peggiore di tutti quelli sottoscritti, perché non solo sposa il
10 gennaio e le sue nefandezze, ma sancisce e legittima molte forzature che l’azienda
incassa così senza colpo ferire, registrando l’immunità a gratis che questi sindacalai da
accatto gli hanno garantito. - Il turno che ne esce non migliora la schizofrenia dei turni prima dell’accordo. Con il
miraggio di strappare un mezzo fine settimana in più, l’accordo prevede la riduzione del
riposo, mattina e notte; la possibilità di cambiare il turno al bisogno, senza nemmeno
rispettare un minimo di schema che garantisca le esigenze di chi si era organizzato in base al
turno. Esemplare poi la scenetta di quando il DRUO ha chiesto ai sindacati se avessero un
turno da proporre: come di incanto hanno tirato fuori questo obbrobrio, che tra le altre
prevede, in 8 giorni, interessando un fine settimana, un mattina – notte/notte, e un mattina -notte, mattina – notte. - Che l’azienda non rispettasse il turno, era prevedibile, infatti, da quando è partito sarà
durato 2 minuti, adesso è una babele di variazioni, che rendono la situazione ancor più
caotica. - Uno dei miraggi che sembravano dover giustificare questo strazio era la possibilità ad
esempio, di iniziare il turno alle 7 di mattina anziché alle 6. Il risultato è che con la formula
del volontariato “SPINTANEO” si entra alle 6 lo stesso, facendo un ora in più, con un
aumento dell’orario di lavoro settimanale, che i “cialtroni” cercano di giustificare con i
lavoratori, presentandolo come l’opportunità di farsi pagare un ora di straordinario. Su
questo 2 precisazioni, l’ora che ti pagano la fai, nessuno ti regala niente, altro che
opportunità, e sulla volontarietà, che noi definiamo “SPINTANEA”, la solerzia dei CUM nel
ricordare che è necessario che i lavoratori aderiscano senza opporsi, lascia
all’immaginazione dei più comprendere quale sia il clima. - Come per l’aumento dell’orario di lavoro che l’azienda impone con un sottile clima
intimidatorio, la funzione dei Cum sia centrale è un fatto e sta diventando lo spartiacque di
un metodo che è difficile non definire “mafioso”. Se sei nelle “grazie” del Cum puoi cercare
di attenuare l’impatto dei turni, se no rischi di essere oggetto di continui dispetti/ritorsioni,
che complicano ulteriormente la vita. - Sull’accordo di Bologna, è stata messa in discussione pure la sede di squadra, col risultato,
che l’azienda trova una forma di legittimazione nel mandare in giro la gente senza ritegno
alcuno, grazie a quei sindacalai, che anziché imporre il rispetto di accordi in vigore, nello
specifico: 17 febbraio 2004 – 21 maggio 2004, che stopperebbero questa transumanza che
l’azienda impone, sostengono a piè sospinto le ragioni dell’azienda. - Circolare da soli sui mezzi, anche di notte è un’altra delle specialità, che l’azienda impone
con il sostegno dei sindacati, sempre all’insegna del “famo come cazzo ci pare”. - Sulla pausa pranzo a detta dei firmatari, non viene concessa per favorire i lavoratori, quindi
se hanno deciso che non ne hai diritto è per il tuo bene. - Ricordiamo che stanno aumentando anche le contestazioni disciplinari nei confronti dei
lavoratori, che pongono questioni legate alla sicurezza e di rispetto del CCNL. - In compenso per giustificare il tutto, anche a livello territoriale, sindacalai ed rsu
compiacenti, hanno imparato a dire che questo modello favorisce la conciliazione dei tempi
di vita e di lavoro. Immaginiamo che intendessero che adesso i tempi di vita e di lavoro sono
contaminati dalla stessa “merda”.
Potremmo andare oltre, ma riteniamo che questo basti per capire, che qualsiasi accordo avrà come unico risultato la legittimazione dell’iniziativa aziendale, e favorirà i peggioramenti successivi.
Certo per i sindacalai ed rsu compiacenti, magari ci sarà un ritorno, ma per vedere i risultati che otterranno da questa prostrazione dovremo aspettare che passi almeno il rinnovo degli RSU/RLS (anche se col congresso della Cisl quest’anno già si potrebbe vedere qualcosa): perché cercheranno verosimilmente di non sputtanarsi prima (COME SE FOSSE POSSIBILE), ma su questo invitiamo tutti a seguire le sorti di chi firma.
LA PARTITA NON PUO’ ESSERE SOTTOVALUTATA, PER QUESTO IL 6 MARZO DALLE 9 IN POI, SAREMO DAVANTI ALLA DOIT DI FIRENZE E SAREBBE UTILE CHE CHI PUO’ SI FACESSE VEDERE, PER RICORDARE CHE NON SIAMO MERCE DI SCAMBIO.

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