APERTURA PROCEDURE RAFFREDDAMENTO – RICHIESTA INCONTRO ASSEMBLEA NAZIONALE LAVORATORI MANUTENZIONE

Con riferimento all’oggetto, considerato che:

  • In data 10 gennaio 2024 è stato stipulato un accordo di settore tra RFI SpA e le OOSS SLM FAST-CONFSAL, FILT-CGIL, FIT-CISL, OrSA Ferrovie, UILtrasporti, UGL Ferrovieri (di seguito Accordo)
  • Tale Accordo va a stravolgere i contenuti contrattuali stessi su materie come l’articolazione e la distribuzione giornaliera e settimanale delle prestazioni e degli orari di lavoro a cui storicamente fa riferimento il settore Manutenzione Infrastrutture.
  • Il 3 giugno, in coerenza con l’Accordo di cui sopra, è stata imposta una riorganizzazione che si sta rivelando devastante per i lavoratori, per la sicurezza sul lavoro e per l’efficienza stessa dell’Infrastruttura.
  • Le modalità imposte al personale azzerano la loro possibilità di contemperare i tempi di vita con i tempi di lavoro, e nel contempo ne aumentano l’esposizione ai rischi, con il risultato che le sollecitazioni per sopperire alle carenze organizzative hanno superato di gran lunga quanto sarebbe lecito aspettarsi, reinterpretando i tempi di riposo intercorrenti fra due prestazioni, intaccando in alcuni casi una giornata di riposo con l’inizio di una prestazione.
  • Con la riorganizzazione del 3 giugno si sposa definitivamente il “Modello Brandizzo” che, anziché essere un monito affinché disgrazie del genere non possano accadere mai più, diventa il modello a cui l’Azienda si affida, consolidando al contempo una pratica di sottrazione dalle proprie responsabilità, arrivando addirittura a ignorare le sollecitazioni che arrivano dagli RLS “scomodi”, ai quali oramai la scelta aziendale è di non rispondere alle segnalazioni, ancor più se per iscritto, come se quelle prerogative potessero essere neutralizzate ignorandole e così facendo pensare di aver acquisito la deresponsabilizzazione ricercata.
  • I continui ritardi che sono l’incubo di tutta l’utenza sono sicuramente ben occultati, ma le cause sarebbero da ricercare nello smantellamento della capacità di pronto intervento che la riorganizzazione ha imposto.
  • Le sollecitazioni che arrivano da più parti stanno rendendo palese l’intenzione di mettere in ginocchio il sistema per poter giustificare i processi di esternalizzazione.
  • Un turno imposto che si ritrova ad avere una sua ciclicità solamente dopo 28 o 35 giorni sfasa completamente il ciclo circadiano, generando un accumulo continuo di stanchezza e di stress; accumulo che molto spesso non fa altro che magnificarsi a causa dei frequenti e repentini cambi turno realizzati con la scusante delle “esigenze di servizio”, sfasando ancora di più la stabilità emotiva del personale, impedendo loro quindi di programmare il loro tempo libero e ripercuotendosi inevitabilmente sia sul piano della qualità del lavoro che sul piano della sicurezza, riducendo drasticamente la soglia d’attenzione e alzando pericolosamente il rischio di infortuni.
  • A causa della scarsità di personale nelle squadre dovuta all’accordo di riorganizzazione, vengono accorpate più squadre di più nuclei manutentivi diversi, costringendo quindi il personale, e molto spesso anche solo il singolo agente, a continui spostamenti in trasferta di svariate decine di chilometri a qualunque ora del giorno e della notte, omettendo spesso le agevolazioni previste per il riposo e aumentando in maniera esponenziale i rischi correlati. L’uso della trasferta, quindi, passa da saltuario ad addirittura indispensabile per poter svolgere anche le più semplici delle attività manutentive, in netto contrasto addirittura con la sua istituzione.
  • Occorre inoltre affermare che il diritto di sciopero viene sistematicamente ostacolato sia dall’Azienda, con iniziative sul territorio che tentano di neutralizzare la partecipazione dei lavoratori, che dalla Commissione di Garanzia, che reinterpreta continuativamente regole che si basano su presupposti diversi ritenuti evidenti.
  • Vi è da parte della Dirigenza e dei Responsabili d’impianto un utilizzo indiscriminato ed abusato di giustificazioni più o meno verificabili per poter negare sia le ferie che, in alcuni e gravi casi, addirittura le varie tipologie di permessi, tra cui anche quelli previsti dalla legge 104/1992.
  • Nell’ottica di forzare la composizione delle squadre su un modello che l’azienda stessa impone ma che non è in grado di realizzare a causa della carenza di personale e di figure preposte e competenti, viene promosso a qualifiche superiori il personale neoassunto consenziente che, nonostante le capacità personali, non si sono ancora formati in maniera consapevole ai rischi specifici che questa tipologia di lavoro, la manutenzione infrastruttura, richiede, indipendentemente dal settore di appartenenza.
  • Quanto finora esposto ha portato come ulteriore conseguenza una consistente emorragia di lavoratori, in prevalenza neo assunti, che una volta intuito il percorso intrapreso dall’azienda con questa riorganizzazione, hanno preferito licenziarsi, pagare eventuali penali e cercare condizioni migliori e più coerenti rispetto alle promesse di conciliazione dei tempi di vita e lavoro.
  • C’è stata una forzatura operata dalle parti firmatarie sul diritto contrattuale dei lavoratori interessati, che non sono stati in alcun modo coinvolti e che fin qui hanno evidenziato la contrarietà del settore interessato.
  • C’è stata un’assoluta indisponibilità da parte dell’Azienda e dei sindacati firmatari di rivedere la propria posizione nonostante le conseguenze di quell’accordo e della riorganizzazione che ne è seguita, facendo sì che le condizioni di lavoro, la sicurezza e il dissesto dell’infrastruttura stiano lasciando il segno.

Pertanto vi diffidiamo dal reiterare la vostra iniziativa al fine di scongiurare ulteriori effetti negativi sulle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori di RFI e di riflesso anche di tutti coloro che sono a vario titolo coinvolti nelle attività che attengono alla manutenzione dell’infrastruttura e sulle prospettive che queste scelte offrono.

Nel ricordare che questo modello organizzativo favorisce il contesto ideale per quelle conseguenze che sono oramai parte della cronaca che il mondo della manutenzione infrastruttura affronta quotidianamente, la scrivente comunica con la presente l’avvio delle procedure di raffreddamento di cui all’art.2 comma 2 della legge 146/90 così come modificata dalla legge 83/2000, e resta in attesa di riscontri per l’apertura di un confronto sui temi in questione.

Distinti saluti

Roma, 16/12/2025

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