Quanto accaduto ieri non riguarda soltanto la DOIT Bologna.
Pensare che l’accordo territoriale sia un problema limitato a pochi è un errore frutto di una mentalità superata e, purtroppo, fallimentare.
L’episodio raccontato da Alberto Russo è l’ennesima conferma di un copione già scritto, di turni già decisi.
Avremmo voluto mostrarvi di più: le posizioni di certi “personaggi”, il modo in cui vengono condotte le trattative, lo scambio di favori sulle spalle dei lavoratori.
È sconvolgente la leggerezza con cui si compromette l’equilibrio tra vita, lavoro e sicurezza di tutti noi. E sottolineiamo noi, perché i turni imposti non riguarderanno certo chi li ha proposti.
Che alcune organizzazioni sindacali abbiano addirittura spinto l’azienda ad accettare questo accordo è qualcosa che fa sorridere amaramente, se non indignare.
È il momento di riflettere, ma soprattutto di agire.
Non possiamo più limitarci a subire.
Basta sfogarci tra colleghi, imprecare contro i CUM o cercare escamotage per passare il Natale con la famiglia.
Abbiamo una dignità.
Abbiamo strumenti.
Abbiamo i numeri.
Siamo arrivati tardi a comprendere la portata di ciò che stava accadendo, e questo ci costringe oggi a uno sforzo ancora maggiore. Ma l’errore più grave sarebbe ripeterlo: se non affrontiamo il problema alla radice, continueremo a vivere altre sceneggiate, e le prossime battaglie potrebbero essere ancora più dure.
È tempo di tracciare una strada comune, che coinvolga tutti: noi, voi, chiunque stia leggendo questo comunicato.
È tempo di:
- Azzerare le iscrizioni ai sindacati firmatari.
Siamo ancora nei tempi per lanciare un messaggio chiaro e, se necessario, ci organizzeremo per guidarvi a completare la procedura entro il 31/12. - Mettere in discussione la rappresentatività di queste sigle, numeri alla mano.
Compattiamoci, rafforziamo la nostra presenza in tutte le DOIT e contestiamo il loro diritto di decidere per noi.
La vostra partecipazione alle chat e alle assemblee è preziosa, ma serve aumentare numeri e coinvolgimento.
Non aspettate che sia sempre l’altro a muoversi: ognuno deve dare il proprio contributo. - Prepararci alle elezioni RSU/RLS, un crocevia fondamentale per il futuro.
Proprio le firme territoriali hanno aperto la strada a sindacati e azienda.
Ora è necessario che l’assemblea partecipi attivamente e vi aggiorni periodicamente.
Stiamo costruendo una struttura solida che ci permetta di essere presenti, e dal 2026 avremo uno strumento dedicato per raggiungervi più rapidamente e supportare i lavoratori in tutta Italia.
Sosteneteci, ma soprattutto sostenete voi stessi.
Come Assemblea Nazionale Lavoratori della Manutenzione prendiamo le distanze dalle organizzazioni sindacali e dai loro esponenti.
Continueremo a lottare contro l’accordo del 10 gennaio e lo faremo ancora, per i nostri diritti, per ritrovare l’amore per il nostro lavoro, e per dimostrare che prima di svenderci dovranno fare i conti con noi.
Riflettiamo, sì, ma senza perdere tempo.
Dopo la riflessione serve il contributo di ciascuno, anche piccolo, perché altrimenti resteremo prigionieri di chiacchiere da bar.
Se ciò che ci sta accadendo dal 10 gennaio ti sta rovinando la vita, reagisci.
Non dopo.
Non domani.
Oggi.
A disposizione di voi tutti,
I colleghi delle rotaie, ANLM

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