Non era possibile restare in silenzio. La nostra risposta al comunicato unitario delle segreterie nazionali.

Se dopo aver letto il comunicato che i sindacati firmatari hanno rilasciato il 22 ottobre 2025, ci sono ancora dubbi sulla loro funzione, forse è giusto che le cose vadano come stanno andando.

Restiamo convinti che chi si predispone a prendere per i fondelli la platea a cui si rivolge, in questo caso ai manutentori, non abbia alcuna legittimità di poter rappresentare gli interessi di chicchessia.

Dopo tutto quello che è successo in poco meno di due anni, soprattutto su come la riorganizzazione, avallata dall’accordo del 10 gennaio 2024, ha inciso sulla vita delle persone e sulla devastazione della funzione stessa dei manutentori, mettendo letteralmente in ginocchio il sistema, leggere le “puttanate” (scusate il francesismo) che vengono così candidamente sostenute in questo comunicato, dovrebbe far gridare allo scandalo.

Nessuna riflessione su quanto accaduto, come se le scelte fatte fossero rivendicabili: se questa posizione fosse stata espressa dall’Azienda, l’avremmo definita miope, ma diventa “Criminale” se sostenuta da chi pretende di farla a nome e sulla pelle dei lavoratori.

Non c’e’ neanche lo sforzo di scrivere un testo compiuto, le frasi incomplete ne sono la prova. Ma partiamo dai numeri: cifre messe a casaccio, che dimostrano, senza che questo venga evidenziato, che la riorganizzazione anche a pieno regime, difficilmente potrà colmare gli immensi buchi che stanno portando i lavoratori a girare come trottole.

Ma possibile che non si siano chiesti nemmeno quanti lavoratori si sono licenziati? E quanti se ne licenzieranno, finito l’apprendistato, poiché ad oggi trattenuti solo dalla penale che verrebbe loro richiesta?

Il passaggio sulla professionalizzazione è fantastico: tante abilitazioni conseguite da CT e TMI, nessun ripensamento su come a degli apprendisti si affidino tante responsabilità e come con un uso demenziale delle mansioni superiori si costringano lavoratori ad assumersi responsabilità eccessive, coinvolgendo addirittura quelli che non avevano potuto conseguire la mansione perché considerati inidonei.

Il raffronto con gli anni passati è un’altra bella trovata: per fare un raffronto serio al limite, lo devi fare col 2023, prima del delirante avvento del 10 gennaio che ha visto da subito forzature, anche prima della partenza della riorganizzazione.

Sui dati riportati, sarebbe interessante capire da dove esce questo numero così piccolo, visto il diffuso utilizzo della trasferta anche adcatzum, ovvero utilizzata per girare spesso a vuoto. Senza contare che non vi è alcun accenno al fatto che essendo su questo aspetto in vigore gli accordi di febbraio e maggio 2004, l’utilizzo che l’azienda fa della trasferta è illegittimo e questi “sorci” non prendono posizione nemmeno su questo. La domanda viene spontanea: ma cari sindacalai, se i primi a rinunciare all’esigibilità degli accordi siete voi, tanto paghiamo noi, cosa li fate a fare gli accordi? Fatevi da parte che peggio di voi nessuno potrebbe fare, e a questo punto meglio che i lavoratori facciano da soli.

Sulla diminuzione delle ore di straordinario, non solo abbiamo qualche dubbio, ma se anche così fosse, specie nell’ambito del pronto intervento (reperibilità), il risultato parla da solo ed è ben rappresentato dai ritardi sui tabelloni nelle stazioni, perché questa scelta ha messo in ginocchio il pronto intervento.

Parlate di un incremento dell’attività notturna che deve aver invogliato l’azienda a rilanciare, visto che ne chiede di più, sapendo benissimo che il fenomeno insiste in maniera ben diversa da come viene presentato.

I cambi turno poi sono talmente persistenti che è difficile pensare che abbiano una incidenza così ridotta rispetto a quanto programmato.

Leggendo il comunicato si comprende bene, perché dare questi numeri, assume di per sé una accezione negativa e non rendersene conto è veramente imbarazzante.

Il modo ossequioso con cui giustificate l’azienda per le piccole carenze applicative che riscontrate, rispetto al 10 gennaio, pronti subito a spezzare una lancia in favore di Sede Centrale e scaricando sul territorio le responsabilità di non favorire la corretta applicazione di quella che considerate una macchina perfetta.

Ma veramente qualcuno crede che a livello di Doit le scelte vengono prese imponendo a Sede Centrale le direttive del Territorio? Ci permettiamo di dubitare che questa narrazione sia corretta, pertanto nascondersi dietro le quadrimestrali fa semplicemente “ribrezzo”.

La turnazione degli uffici ad esempio, per il Mai, Gestione Materiali etc., idem, (sono in ballo opzioni simili) fa sorridere. Un silenzio tombale sulla cessione di ramo d’azienda per gli Asa che finiscono a Ferservizi: oltre a cosa significherà per quei lavoratori indica una strada precisa ed un brutto precedente, tutto nel silenzio dei fenomeni di cui ci stiamo occupando oggi.

Sull’internalizzazione, una sola domanda: ma vi risulta che alle parole siano seguiti fatti concreti e sostanziosi negli ultimi 20 anni?

Chi ha pensato di rivendicare e ribadire la premessa politica del 10 gennaio, dovrebbe essere internato, quindi vien da chiedersi: ma dove vivono questi?

Le valutazioni i lavoratori sono in grado di farle. Dal canto nostro ribadiamo la nostra convinzione che questa compagine sindacale è irrecuperabile; puntuale è stata la scelta di rispondere al loro incontro con uno sciopero il 21 ottobre: chi aspettava ripensamenti o correzioni in positivo a fronte di cosa sta accadendo nella realtà ora più che mai dovrà scegliere se difendere la propria dignità e condizione o continuare a farsi raggirare da questi soggetti.

Esiste un problema di rappresentanza che dovremo affrontare, oppure dovremo soccombere e non piacerà a nessuno.

Ancora in troppi pensano che sia conveniente avere le loro tessere in tasca, che con questi chiari di luna potrebbero salvarci. In realtà è proprio grazie a quelle tessere e a quel calo di tensione che era inevitabile, che questi possono tranquillamente giocare sulla nostra pelle.

Fatti un regalo di Natale importante, dai la disdetta a chi senza ritegno continua a giocare sulla tua pelle, e inizia a porti il problema che o saranno i lavoratori a voler uscire da questa melma oppure l’alternativa sarà solo affogarci dentro.

Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione

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