Dal Vernacoliere di luglio 2025
Caro Cardinali, non ti immagini, ma potresti facilmente immaginarlo: non lo sai, ma se te lo racconto lo sai già: è attualità e futuro, ma è già stato scritto. Oppure no?
Questo ritorno al medioevo (o socialismo o barbarie, diceva qualcuno, tanto o poco tempo fa) del postcapitalismo (quando han ciucciato il ciucciabile e allora cominciano a mordere) lo rileviamo sotto l’ascella del mondo del lavoro.
Specificatamente in un’azienda dove i capitali investiti sono pubblici, e quelli guadagnati devono essere passati al privato: gruppo FS. Dove la pubblicità progresso dice: assunzioni, investimenti, rinnovi, mobilità; che si traduce in dimissioni per condizioni di lavoro peggiorate, flusso di denaro verso le ditte appaltatrici, viaggiatori e pendolari abbandonati nelle stazioni da treni in ritardo o non pervenuti, linee in pessime condizioni, per mancanza manutenzione. Da tradurre come si fa quando in TV si sente parlare di missione di pace, che significa guerra (pare di essere nel libro di Rodari “Gelsomino nel paese dei bugiardi”).
L’Ad (quella figura che non perde mai, perché gestisce quattrini non suoi, ma nostri) periodicamente emana bollettini che vedono entrate in aumento, per poi presentare al governo il piano di privatizzazione (ma non la chiama così), perché siamo in rosso! Privatizzazione del settore che guarda caso fa cassa: l’Alta Velocità.
E come ogni privatizzazione che si rispetti, come da copione, la gestione pubblica non deve funzionare.
L’ascella dove si misura la temperatura è la manutenzione dell’infrastruttura. Riorganizzazione è la parola d’ordine, equiparazione alle ditte appaltatrici è quel che si legge. Meno riposi e meno soldi per i manutentori. Più assunzioni (è vero ma spesso con l’inganno verso i ragazzi del sud deportati al nord), più tempo al lavoro. Meno possibilità effettive di fare manutenzione (e di conseguenza guasti e ritardi a cominciare dal chiodo di Salvini); meno lucidità dei manutentori, stanchi e stressati, quindi meno sicurezza per loro, che significa anche meno sicurezza per i viaggiatori.
Di questo futuro già scritto, riusciremo a cambiare il finale? Ci proviamo!
Abbiamo costituito l’Assemblea Nazionale Lavoratori della Manutenzione (ANLM). Ne facciamo di tutti i colori. Abbiamo colorato anche un fumetto, sulla falsariga del signor Bonaventura.
P.S. – I sindacati, in tutto questo? Han dato il via libera… NO COMMENT.
Meglio non firmare…
Ma sarà sola diceria la supposizione che in tutto lo storico gran disservizio imperante più di sempre nelle ferrovie – quasi ogni giorno guasti improvvisi sulle linee, ritardi clamorosi, pendolari e viaggiatori disperati, per non dire degli incidenti sul lavoro, talvolta tragici – e nel gran mondo degli interessi nelle privatizzazioni ci sia ora anche lo zampino della nota competenza del ministro dei trasporti Salvini, ben più impegnato nei ponti sul mare che nelle gallerie sui binari?

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