Ennesima diffida alla DOIT di Ancona. L’unione fa la forza, e la differenza la fa chi non si piega e non si arrende alla prima difficoltà.
OGGETTO: DIFFIDA SU VARIAZIONI FUORI NORMA DI PRESTAZIONI LAVORATIVE
La scrivente è venuta a conoscenza che in questi giorni, fra le stazioni di Montenero e di Termoli, sono in atto lavori di cambio filo di contatto ad opera del personale del cantiere meccanizzato TE di Ancona supportato dal personale dei vari nuclei afferenti al tratto interessato, ovvero Pescara, Sulmona, Vasto e San Vito.
Utilizzando come giustificativo che la tratta è interrotta in maniera continuativa dal giorno 13/01/2026 al giorno 23/01/2026, il personale di RFI interessato viene in maniera sistematica utilizzato, più o meno coercitivamente, ben oltre le normali 7 ore e 36 minuti di lavoro, arrivando anche a dover fornire prestazioni che possono durare fino a 12 ore.
Oltre al fatto che il prolungamento d’orario in questo frangente cessa di avere carattere straordinario e diventa di fatto una programmazione sistematica, in netto contrasto con quanto dicono il CCNL e gli accordi attualmente in vigore, la maggior parte del personale impiegato risulta essere ancora in apprendistato e con una attuale blanda formazione comportando quindi, nonostante la buona volontà, un aumento esponenziale del rischio di infortuni o di incidenti a causa dell’inesperienza.
Ulteriori problematiche ci sono state segnalate nel tratto Ortona – San Vito Chietino, dove la ditta Salcef TE sta eseguendo anche lì operazioni di rinnovo della linea TE durante le interruzioni notturne che vengono richieste di volta in volta dal personale di RFI.
Le problematiche segnalateci in questi giorni si riferiscono a delle violazioni normative che vanno
direttamente ad intaccare la sicurezza e il riposo dei lavoratori.
Nello specifico abbiamo appreso che il personale della Salcef TE viene utilizzato, oltre il loro normale turno lavorativo, anche per le attività di cantiere propedeutiche alle lavorazioni successive, non vedendosi quindi garantito il riposo giornaliero, ritrovandosi una riduzione significativa delle ore di riposo minime spettanti tra una prestazione e l’altra, non rispettando quanto previsto dal dlgs 66/2003 e andando ad aumentare esponenzialmente il rischio di infortuni ed incidenti per tutti i lavoratori interessati.
Inoltre il personale di RFI viene, in modo talvolta coercitivo, obbligato a lavorare la propria prestazione notturna, in maniera sistematica, fino ad un totale di 10 ore, per permettere all’impresa appaltatrice scortata di terminare le lavorazioni e rientrare. In questo ambito si ricorda che in base all’accordo per la manutenzione del 21/05/2004, non essendoci alcun accordo sindacale vigente, la prestazione oraria durante le attività notturne non può eccedere le 7 ore e 36 minuti massime, comprensiva dei tempi accessori e di spostamento.
Alla luce quindi di quanto fin qui descritto, la scrivente
DIFFIDA
I responsabili della programmazione e dell’organizzazione dei cantieri di rinnovo sopra citati a prolungare ulteriormente queste variazioni orarie arbitrarie, non concordate e fuori norma, rimodulando immediatamente le prestazioni all’interno dei termini di legge, sia per quanto riguarda i lavoratori di RFI S.p.A. che per quanto riguarda i lavoratori delle imprese appaltatrici.
Riservandoci di effettuare le opportune verifiche, chiedendo anche l’intervento immediato degli organi di competenza, in attesa di riscontro si porgono distinti saluti.
Roma, lì 20/01/2026

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